Lettera aperta
April 6th, 2008 | by zoe |Cari candidati, di ogni carica e partito politico,
vi scrivo questa mi addirvi (con due d) che venerdì pomeriggio tornando a casa ho avuto il piacere di ricevere le vostre missive così calorose e piene di affettuosi messaggi. C’era anche una lettera di Bernasconi con su scritto “urgente” e “riservato personale” che voleva vendermi un corso con maria teresa ruta, ma vabbè con lui sarà altra storia in cui forse un giorno entreranno in causa avvocati per una denuncia per turbativa della quiete personale.
Sono sicura che nessuno di voi se ne avrà a male se renderò pubbliche le vostre accalorate affermazioni, essendo per voi solo motivo di pregio in vista dell’apertura dei seggi elettorali ed essendo io sicura che la vostra missiva cartacea avrà già raggiunto come me migliaia di italiani, che dico migliaia, centinaia di migliaia, forse milioni, in spregio di qualsiasi buongusto ambientalista e risparmista in un’epoca di così profonda crisi. E se l’ho detto troppo difficile, lo ripeto: potevate almeno inviarmi una mail così non sprecavate carta e fatica dei netturbini.
Partiamo dalla prima lettera. Il signor W. (come celare un’identità così esplicita!) ha da sempre dimostrato rispetto ai suoi colleghi e avversari un’ottima educazione. A casa mia non bussa senza presentarsi. E perciò inizia: “Gentile Marina, sono W.V., candidato Presidente del Consiglio del Partito Democratico ecc. ecc…. Ti scrivo sapendo bene che forse può esserci, da parte tua, una certa diffidenza nei confronti della politica. Lo capisco.”
Il signor W. prosegue sull’andazzo della sfiducia, dell’incapacità della politica di ascoltare i giovani, del suo tentativo (e del partito democratico) di rovesciare questo sentimento mettendoci al primo posto. Parla di lavoro, università, pace nel mondo. E tutto questo si può fare… Poi chiama in causa Al Gore, Live Earth, il Mezzogiorno e la legalità. Alcuni stralci meritano di essere riportati:
“Essere giovani nel 2008 non è facile. Le certezze con cui sono cresciuti i tuoi genitori vacillano….
Ed è difficile essere giovani in Italia.”
E il finale grandioso: “Ti chiedo di stare con noi, di dare il tuo contributo alla costruzione di un’Italia giovane e moderna, più serena, veloce e giusta”.
Poi, segue apertura di seconda lettera, intestata A. sindaco, che parte subito in quarta:
“Cara Marina, ti parlo come se ci conoscessimo da sempre. Perchè ci conosciamo da sempre.”
Cita la Città con la C maiuscola almeno un paio di volte prima di arrivare a giustificare questa affermazione: “Ho diviso con te le stagioni difficili e le speranze, i disagi e le gioie di un luogo senza uguali al mondo.”
Chiacchiera per un 5/6 righe su quanto è sofferente Roma in questi giorni, parla di insicurezza, dice che soffre “nel constatare che un patrimonio di storia e cultura è affidato a una gestione da spot pubblicitario”. Poi riferisce di aver studiato a fondo la questione. Ma…
“Suonerebbe come una presa in giro se volessi proport, nelle poche righe di questa lettera, soluzioni a questioni complesse”.
Infine prende con me “un impegno personale… Mi troverai ogni giorno al mio posto come in un cantiere per il futuro nostro e dei nostri figli…”
Caro Gianni, Caro Walter, questa mia lettera aperta è motivata dal fatto che mi sento violata, perchè avete violato poche semplici regole, entrambi.
Punto 1: meno confidenza. Io non vi scrivo Caro e Gentile quando sto per cambiare lavoro, essere mandata a casa o fare un nuovo colloquio. La vostra arroganza nel pensare che dimostrandovi affettuosi e cordiali nel momento del bisogno renda meno sgradevole il vostro tentativo di accaparrarvi benevolenza e voto è senza limiti. Piuttosto che cercare di afframmuliarmi (andatelo a chiedere a Bassolino che vuol dire) mettete al confino cammorristi, politici corrotti, ex fascisti mai pentiti e veline prestanome e poi ne parliamo.
Punto 2: Le sicurezze dei miei genitori vacillano? o cazzo! devo chiamare mamma e papà… dal tono della tua lettera, Walter, devo dedurre che sai perfettamente quanti anni ho, oltre a dove vivo e come mi chiamo. Ma forse non sai che mi sono fatta 7 anni di precariato, che ho fatto tutta l’università sulle spalle dei miei genitori e con una borsa di studio misera ma quella sì, veramente per merito, che io rispetto a tanti altri mi ritengo benestante. Ma forse per questo mi scrivi. Vallo a dire a un giovane veramente in difficoltà a Roma o altrove che essere giovani in italia oggi è difficile. Forse ti farà la pelle. La parte più difficile di questa mia risposta è questa: che tu potessi veramente fare la differenza, io ci ho creduto. Ma quello che sento non mi piace. Cosa diavolo vuol dire un’Italia più serena, veloce e giusta? Si può sapere qual è il progetto politico? nella tua lettera, Walter, trovo farfugliamenti incontrollati sulla giustizia nel mondo, la pace sulla terra e le opportunità in Italia, che quasi quasi manco il Dalai Lama. Scusa se ti do del tu, mi piglio troppa confidenza, ma un consiglio, permettimelo. Sarebbe meglio parlare di conflitto di interessi, abolizione della legge Biagi, 35 ore, voto agli immigrati, migliori servizi per le famiglie, soprattutto quelle in difficoltà, lotta alla camorra. Non trovo nulla di tutto ciò nella tua missiva. Riesci solo a ricordarmi quanto è difficile la vita.
Punto 3: Caro Gianni, nun te fruscià (anche questo, potresti chiederlo a Berlusconi viste le sue amicizie partenopee, ah, approposito, fagli sapere che lo sfottò su mozzarella e mortadella in tempi di scandali alimentari non sono stati graditi). Ti parlo come se ci conoscessimo da sempre manco pe gnente. Non t’ho mai visto in giro per i quartieri dell’università a sgamare i padroni di casa che raddoppiavano gli affitti alla chetichella da 500 a 1000 con la scusa del caro vita e dell’euro. Dov’eri quando bisognava far la voce grossa contro le cooperative che acchiappavano appalti perchè amiche di tizio e di caio? e davanti ai night club dei tuoi amici in cui gira coca e prostituzione? in questo quartiere poi, dove tutti stanno bene asserragliati nei loro appartamenti sopravvalutati dal mercato immobiliare, l’unica insicurezza che si vede in giro è quella delle teste rasate che attaccano manifesti abusivi sui muri delle banche. Trovo insultante dirmi che mi prenderesti in giro se mi esponessi il programma in poche righe. Hai sprecato la carta, hai sprecato l’inchiostro, hai persino sprecato affetto e vicinanza, perchè non sprecare due parole di sana politica? La chiosa su sindaco operaio poi è degna del tuo compare, di cui francamente ti facevo più intelligente.
La mia richiesta, alle soglie del voto, è semplice: non sprecate tempo a cercare di convincermi che voi siete migliori e che avete grandi ideali e stupendi obbiettivi in testa per le mie sorti meravigliose e progressive. Se avete studiato, diteci la soluzione, se non lo avete fatto, tornate a casa a ripassare il programma.
4 Responses to “Lettera aperta”
By laura on Apr 6, 2008 | Reply
GRANDE ZOE! Mi sei piaciuta, assa’
By manu on Apr 7, 2008 | Reply
come ti amo!!!!!
m.
By francesco on Apr 7, 2008 | Reply
guarda se alla fine non ci tocca rivalutare francesco”Albertone” rutelli che non si fa ne sentire ne vedere…mahhhh
che triste periodo!
By zoe on Apr 7, 2008 | Reply
eh… son tempi di moria delle vacche, pardon, delle bufale. Speriamo pure di quelle politiche