a casa

Il giorno del caimano

April 10th, 2008

Sono state necessarie altre ventiquattro ore e la posta si è di nuovo riempita. A dire il vero, manca solo che qualcuno provi a contattarmi con un piccione viaggiatore o una nuvola di fumo. Ho ricevuto, nell’ordine: lettera di Storace, lettera di Berlusconi, telefonata con voce registrata con avvio automatico di un assessore alla cultura di non so bene che municipio (forse il mio, non ho ascoltato), infine giornale edito da mondadori su tutti i titoli dei giornali che parlavano dei problemi di Roma (di quando? degli ultimi 10 anni? non saprei, non c’è scritto da nessuna parte).

Apriamo una parentesi su Storace. Mi fa sapere che ha l’onore di comunicarmi di aver accettato la richiesta proveniente da più parti di candidarsi sindaco. E’ stata una scelta difficile, ma alla fine ha ceduto. E dice di averlo fatto perchè convinto che in questa città ci sia tanta gente di Destra che chiede di essere rappresentata. Ok. Ci fa piacere sapere che Storace ha tanti amici. Un uomo con tanti amici abita il paradiso. Mi resta il dubbio: perchè a un certo punto dice “Un’altra Roma è possibile” e perchè chiude augurandomi “di cuore Buona Destra”? Mi fa confusione. Il primo è un modo di dire no global, e la chiosa finale, beh, mica è ‘na pasqua che me la si augura… Forse Storace confonde le trame di morte e resurrezione con La Trama per eccellenza. Salvo scoprire che sia lui lo Spirito Santo, trovo il suo augurio piuttosto presuntuoso.

Chiudiamo la parentesi sulla telefonata elettorale. Io non l’ho ascoltata fino in fondo. Perchè c’ho la febbre, il mal di testa, il mal di gola, e che c’entra la gola? mi fa fatica pure dire pronto, e quello dall’altra parte sciorina la sua cantilena preregistrata. Ma la vera domanda è: ma davvero pensano di raccogliere voti con lo stesso tipo di pubblicità di beauty center e aspirapolvere? Lascerò ai posteri l’ardua sentenza, adesso quello che mi diverte di più è il fuoco di fila che ha scatenato il nano bastardo.

Il nano, checchè se ne dica, è stato l’unico a scrivere 5 righe di programma politico, condite con 25 righe di improperi sulla sinistra e sugli ex comunisti. A parte che io starei molto attenta a usare il prefisso “ex”, caro nano, perchè così apri la strada al futuro exismo di tutti. Il pezzo forte non è la lettera, il pezzo forte è il giornalino con i titoli dei quotidiani italiani (non manca quasi nessuno, tutti titoli su Roma in preda ai rifiuti, ai campi nomadi, ai microcriminali, alla monnezza,…) edito, udite udite, da Mondadori.

Ora io lo so, perchè lo faccio da anni alla nestle, il boicottaggio non è una grande azione di protesta, perchè è pressocchè impossibile boicottare un monopolista. Ma ’sta cosa del libretto con i titoli su quanto sta male Roma dopo i governi di centrosinistra mi fa di molto girare i coglioni. e mi fa venire voglia di boicottare la mondadori. perchè penso:
1) il nano non è candidato sindaco, quindi non sta cercando di convincerci che lui amministrerà meglio, è solo pubblicità contro il nemico;
2) il nano sta usando la sua potenza economica che da anni nega essere un vantaggio politico, e non si vergogna manco un pelo;
3) la mondadori dovrebbe essere una casa editrice. Le case editrici dovrebbero essere l’innaffiatoio della cultura italiana. Ahem.

Più che per il colpo basso, mi indigno per l’uso politico che si fa degli strumenti di comunicazione, più che per l’uso politico, mi indigno per l’uso indiscriminato che se ne fa. E poi, lasciatemi in pace. Ho detto ai quattro venti che non voto. Smettetela di rompere i coglioni, se no mi tocca andare a votare. E il voto lo darò al più scalcagnato di tutti.