Non è che abbia pensato molto in questi giorni, in realtà ho più condiviso pensieri netturbini (questa l’ho rubata a qualcuno, ma non mi ricordo a chi) che non tirato giù vere riflessioni nuove di zecca. Ma intanto, mentre mi inerpico sull’html per farmi la mia paginetta on line, inauguriamo questo spazio perché se no finisce che non lo apro più, il blog!

Varata la nave, ora posso gettare una prima ancora, a meno di un metro dalla riva, per andare a cambiare le foto che urgono una certa spolverata.

Poi mi è capitata una cosa strana: una settimana che ho messo la bicicletta a destra dei miei pensieri, e la metafora della bicicletta subito mi si è ripresentata. Mi hanno chiesto di scrivere un articoletto di milmille battute (per intenderci: 4000!) su un argomento di cui non sapevo veramente nulla. Ho pensato: e adesso che faccio? che mi invento? Ma è proprio vero che scrivere è come andare in bicicletta. Una volta che impari non lo dimentichi più, anche se all’inizio pedali a fatica e alla fine ti fanno male le chiappe!

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