Questa volta lo so cosa è successo. Trascinati nelle pieghe di un pensiero infantile, che come l’infanzia è un pensiero che gioca con le cose pericolose e qualche volta in virtù di ciò scopre un modo nuovo di usare la forchetta, come faceva Chaplin in Il Monello, come tante volte anche Totò ha provato, dicevo trascinati da un pensiero infantile siamo rimasti ore attorno a una tavola imbandita, a parlare con il signor F di come si potrebbe, volendo, ricreare un universo di interazioni naturali sul web (vedi il blog di Blimunda). Io scherzo, mi dibatto dietro la banalizzazione del concetto di dinamico, e tento la via della carta, il disegno aiuta sempre a capire quando una parola non è chiara. L’immagine domina il verbo, anche se parli la stessa lingua e così, scherzando e mangiando, mi rendo conto che non parliamo affatto la stessa lingua. Nessuno dei commensali in realtà. Stimolati da quel pensiero infantile, abbiamo cominciato a rincorrere la bellezza di un’idea, ognuno a modo proprio. Chi dietro al nonno narratore che ha sbandierato nella piazza rossa, chi rincorrendo impossibili ritorni al concreto e allo stomaco. Io a un certo punto ho cominciato a perdermi dietro a un’idea: pensare al web come a una macchina intelligente, un’a.i. che risponde alle tue domande in modo colloquiale e qualche volta è capace di sorprenderti. E allora perché no? Magari un sito, un blog, dove tu sei, che registra i tuoi ingressi, sa quando sei arrivato e dove hai guardato, dove sei andato a leggere e cosa invece hai scartato, e dopo un numero di visite, dopo che ci siamo conosciuti, mi hai letto, hai rincorso le mie pagine aggiornate o no, questo blog reagisce a te, che leggi. Tu osservi e io ti rispondo. Immediatamente. Magari mostrandoti all’improvviso un link che prima non c’era, aprendoti una porta in più, un canale diverso, che gli altri non potranno vedere se non arrivando alla nostra stessa intimità. Come quel gatto virtuale che faceva le fusa al primo accenno di carezze. Chi potrebbe più farne a meno?
Se questa sia una nuova frontiera della programmazione, un vagheggiamento o la scoperta dell’acqua calda, non lo so. Io l’ho detto. Qualcuno lo ha fatto?

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