…il punto in cui la terra sembra infinita e varia come le generazioni quando si incontrano
Secondo giro di valzer con gli esercizi di scrittura. Non sono più il ghepardo di una volta e ci ho messo una settimana per scrivere venti righe, che nemmeno avessi dovuto scrivere la divina commedia.
E siccome il risultato è scarsino vi faccio leggere un pezzetto che avrei dovuto consegnare la scorsa settimana e che invece ho inviato proprio stamattina. Questa volta la traccia è: prendi le lettere del tuo nome e cognome e scopri nella natura grafica e nel suono qualcosa che ti riguardi. Più o meno.
ecco il mio abecedario semantico:
m è un cammello che si allontana su e giù tra le dune, ondeggia solo lungo un vasto orizzonte, ma con calma, il panorama merita.
a è la danza del vento, quel intrico di foglie e rami secchi che si arrotola nella bufera, popola il mio nome come tanti residui di natura che non se ne vogliono andare.
La r è il ruscello, il panta rei, la natura liquida delle idee.
La i è l’acuto, il punto più alto su cui mi arrampico come su una corda, ma è anche un monito una freccia puntata che mi indica il cielo.
La n è il gemello, il compagno, lo specchio in cui la mano si raddoppia. Ha il potere di tenere insieme e moltiplicare le prospettive.
Due c raccontano il cicaleccio delle donne ai margini delle strade, un richiamo continuo di voci che si rincorrono, che mi ricordano perché mi piace scrivere, mi ricordano dov’è nata questa fantasticheria, sotto la quercia di fronte casa, durante i cieli stellati d’estate, mentre gli anziani sedevano all’aperto.
Verso la fine arriva d, la lettera imperfetta: il suono nasale di chi non riesce a parlare, la grafia di una coppia male assortita, l’alto e il basso, il grasso e il magro, l’insieme di qualcosa che è difficile tenere insieme.
ps: l’onomanzia di mia sorella s’è avverata. cadrai colpirai. infatti stamattina ha investito una cadendo… fosse che fosse la volta buona che si avvera pure la mia? magari smetto di dire cazzate e mi metto a scrivere sul serio
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controra
novembre 27th, 2007 at 12:08
Le migliori e le più somiglianti sono le due c.
Che storia sto corso di scrittura creativa…