…il punto in cui la terra sembra infinita e varia come le generazioni quando si incontrano
Sono tornata per una due giorni in famiglia. Abbracci baci braci e abbracci, c’è un carico di affetto inespresso che si fa parola, lasagna e busta della spesa carica di prelibatezze. Mia madre non fa passare nemmeno un minuto senza un degno ricordo culinario da imprimere nel cervelletto e nell’intestino.
Qui il mercato del sabato mattina è come al solito foriero di buoni acquisti. Questa volta però solo cose utili: mutande, calzini per noi e per gli uomini di casa, reggiseni (4 di marca, 30 euro, perfetti addosso). Dopo la spesa familiare saccheggio il discount dei prodotti da bagno. Un dentifricio 0.65 euro. No, dico, 0.65! per non parlare di shampoo, bagnoschiuma, crema per il corpo, borotalco, crema da barba… ho fatto incetta. Spesi 20 euro, risparmio complessivo sui prezzi di Roma: 15 euro. Un record difficile da battere.
Breve percorso turistico cittadino e poi passeggiata con amica, sabato pomeriggio. Prese dalle chiacchiere e dalla smania di rinnovamento siamo andate insieme dal parrucchiere. A parte che è entrato un marcantonio mentre ci insaponavano la testa che sembrava uscito da blade runner, abbiamo immaginato con grande spasso la donna che può accompagnarcisi…. Ma dopo due ore di cazzeggio, letture amene, chiacchiere da parrucchiere, arrivo al mio taglio e al fidato antonio chiedo: mi dicono che sembro una francesina anni ’70, per piacere, portami nel 2000. Antonio non ha bisogno d’altro. E crea. Un artista del suo calibro lo finanzierei: a Roma farebbe faville e soldoni. Esco con un’altra vita in faccia. Al modico costo di 13 euro. Mi vergogno quasi a pagarlo così poco. Quando in capitale mi spellano.
Degna conclusione della serata, pizza e birra con gli amici. Con piacevole sorpresa: alla solita compagnia si aggiungono new entries, senza contare me, che faccio la new entry ogni volta che torno a casa.
Grande spettacolare finale con pennichella domenicale mentre il sole dell’immensa piazza su cui mi affaccio inonda di colore il soggiorno di casa.
Certe volte, in testa, c’è solo una melodia remota che rintrona e fa sorridere.
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marcovaldo
novembre 5th, 2007 at 10:13
capellodafrancesinaannisettanta era un tratto distintivo della tua personalità – con trepidazione si attende visione dell’estro del bell’antonio.
[per inciso: al quadraro barbiere a 9 euro]
zoe
novembre 5th, 2007 at 12:21
barbiere non conta. pure mio padre dava diecimila lire al suo barbiere :)
mi produrrò in una craprulonica cena, quanto prima, per darvi modo di conoscere l’arte del bell’antonio…
controra
novembre 5th, 2007 at 18:24
Parrucchiere a 18 euri. Ho la ricevuta a casa a testimonianza …evviva il quadraro evviva la France capellona
zoe
novembre 5th, 2007 at 19:42
aho che fai, bastianeggi contrariamente? mi sono costituita in città, non ci metto niente a costituirmi in nazione… :D
però resta imbattuto antonio a 13 euro!
m4dt3o
novembre 7th, 2007 at 18:13
Se ti può cosnsolare, per quel poco che ho visto, con meno di 40 euro qui manco ti fanno sedere dal parrucchiere. In certe cose tutto il mondo è paese, in altre no (tanto per dire la coca in lattina costa 90 cent una boccetta d’acqua da 250ml 1,60 euro)
sciroccata
novembre 8th, 2007 at 23:20
confermo in pieno. a roma cuba libre costa minimo 5 euro, a casa mia 2.50 euro e trangugi.
e poi da me al mercato del giovedì fai degli affari che lèvati.
:)
zoe
novembre 9th, 2007 at 13:13
ecco appunto! il mercato! è uno strumento di sopravvivenza, in italia
esiste una versione irlandese?