ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER!

Niente cinema per i miei occhi, sto vivendo il mio momento “ciabatta, copertina e mac sempre acceso”. E ovviamente resta acceso anche sky, la mattina però, mentre faccio colazione, e la sera tardi, dopo cena. Così l’altro ieri sera ho potuto finalmente recuperare non uno, ma ben due film che avevo visto uscire in sala pensando: questo lo vedrò sul satellite. Il pronostico si è avverato per la prima volta, non so, forse dopo un anno circa… Avevo detto la stessa cosa col Pirata dei Caraibi e non mi sono nemmeno accorta che l’avevano mandato in onda.
I film in questione: Il diavolo veste Prada e Lady in the Water.
Partiamo da una premessa: la prossima volta che sentirete dire che un attore o un attrice è strepitosa in un ruolo di un film leggero che non gli dareste due lire, pensate subito “grazie tante! pure mia nonna è brava a fare la modella vicino a Rosy Bindi”. Questo è tutto ciò che ho da dire sul diavolo di Prada. Inoltre trovo che la perfidia e la saccenza dell’universo della moda lì rappresentato appartenga alla maggior parte delle categorie di lavoratori che non si sporcano le mani di terra e olio per motori, nel mondo reale è un panorama sconsolante, e quindi il film è vecchio come commedia ancora prima di nascere.
Veniamo a Lady in the Water. Ora qualcuno potrebbe storcere il naso, perchè Shyamalan è un autore su cui si fa spesso polemica, e per qualcuno non è un autore. Quello che fece con Mel Gibson, i cerchi nel grano e gli alieni era imbarazzante, e non si trattava di un film porno. Sign, si chiamava, me lo ricordo ora che ne parlo. Eppure anche quel film aveva qualcosa. Come Unbreakable, e come Il sesto senso. L’ultimo suo film mi pare sia The Village… Vorrei riassumere le trame perchè trovo che c’è un percorso, quasi una filosofia, o per lo meno una linea di pensiero:
Il sesto senso: Un dottore sente e vede i morti, cerca di capire come sia possibile fino a che non scopre che in realtà è lui ad essere morto.
Unbreakable: Un uomo qualunque esce illeso da un incidente mortale, un rapina, e varie altre situazioni pericolose, un bizzarro “uomo di vetro” che ha dedicato la sua vita ai fumetti gli rivela che lui in realtà è un supereroe, e l’uomo di vetro il suo avversario.
Sign: un buon pastore rimasto vedovo scopre la venuta degli alieni nella sua tranquilla vita, sembra che l’umanità non abbia scampo quando la fissazione della figlia per i bicchieri d’acqua lasciati in giro gli rivela il punto debole del nemico.
The village: una tranquilla comunità vive nei boschi, minacciata dalla presenza di terribili creature. Fino a che la gelosia del matto del villaggio per l’amore tra il più bello e tenebroso e la figlia del capo, cieca, non sconvolge loro la vita: il bello e tenebroso resta ferito a morte, la cieca chiede di andare in città per prendere le medicine e tutta la comunità è costretta a rivelare di essere una costruzione fittizia di un gruppo di persone unite dal dolore e ritiratesi a vivere nei boschi lontano dalla società reale. La bella cieca attraverserà da sola la foresta, in cui non dimora alcuna creatura maligna, alla ricerca della strada per la città.
Lady in the Water: un custode di un condominio scopre una ragazza che fa il bagno in piscina di notte, di nascosto. Credendo che la ragazza stia annegando, la trae in salvo e si imbatte in realtà in una narf, una specie di ninfa, appartenente al regno delle acque, che è venuta sulla terra per incontrare un prescelto, dal loro incontro verranno grandi cambamenti per gli uomini e per le narf. Ma la ragazza è minacciata dalla presenza di una belva, sua acerrima nemica, che vuole ucciderla. Il custode si trova così ad aiutare la narf a incontrare il prescelto (lo stesso regista) e a trovare tutti i tasselli della storia perchè lei possa tornare a casa sana e salva.
La cosa interessante dei film di Shyamalan, presi singolarmente e nel loro complesso, è che sembrano un gioco a nascondino con la fantasia e con l’inconscio: vedi i morti, sei tu il morto, non parli più con dio, arrivano gli alieni, sei un mite ometto e invece no, sei un supereroe, fai l’eremita e inventi mostri fittizi per allontanare il mondo, e invece i mostri vengono da te, quelli veri, della follia, dell’odio e dell’amore. E infine sei un custode, con una tragedia nascosta nel cuore (al custode è stata sterminata la famiglia) e invece di un folle condominio americano ti ritrovi tra le mani Story, questo il nome della narf, niente di meno che la storia che cambierà il destino dell’umanità. Non è solo il fatto che i protagonisti non sappiano mai chi sono veramente, è anche che le storie, le avventure, non sono mai quello che dicono di essere. Così Sign è in realtà una celebrazione del cinema fantasy della guerra fredda, Unbreakable diventa una celebrazione del mondo dei fumetti e della passione degli uomini per i poteri immaginari, Lady in the Water finge di essere una storia fantastica ma è in realtà girato con due lire, con pochissimi effetti speciali, quasi teatrale, unica location, quasi unità di tempo, tanti personaggi ma tutti ruotanti intorno a Story. Insomma, una metafora della rappresentazione e della narrativa. Altro che fantasy, è una sorta di metastoria in cui è messo in scena il triste destino di story, l’invenzione e la narrazione, che ha bisogno del contributo di tutti i personaggi, che scoprano se stessi e facciano la propria parte, per poter continuare a vivere.
Sotto questa prospettiva, Shyamalan conferma di essere un autore moderno, il suo interesse è focalizzato non già dalla fantasia quanto dalla capacità di produrla, non dalla storia ma dalla narratività. Detto ciò, il film non è un granchè, alcuni personaggi/macchiette sono fastidiosi (soprattutto la cinese con vocina petulante cui è assegnato il compito di raccontare quasi tutto), è tutto molto parlato, come ci si aspetterebbe da un’opera teatrale. Solo che è cinema, e quindi l’idea era buona ma è riuscita a metà.
Peraltro ho il sospetto che il senso di disagio provato davanti ad altri suoi film, come Sign o The Village (tradotto: mi hanno fatto cagare) sia dovuto proprio a questo: usano il cinema ma non sono cinema. Sono fantastiche storie di introspezione.

I film citati:
Il diavolo veste Prada
Lady in the Water
The Village
Sign
Unbreakable
Il sesto senso

Il regista:
Shyamalan

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