“Ma quando cazzo lo aggiorni ’sto blog?”
La domanda ricorre ormai da più parti, ma io sfuggo al dovere comunicativo come sfuggo a quello di piegare i panni abbandonati sul tavolo del soggiorno da una settimana, con la scusa di una pasqua disastrosa. Però oggi ho voglia di aggiornarlo, sto blob che non riesco a tenere attivo.

Quindi adesso vi beccate i pensieri del giorno, come vengono vengono. E il prossimo che mi chiede quando aggiorno il blog vince una citazione diretta sul prossimo aggiornamento.

Pensiero n°1: ci vorrebbero 3 vite almeno: una per lavorare, una per amare e una per regalare al mondo un po’ di umanità da conservare e ricordare con tenerezza e incanto. Io sto sforzandomi con tutta me stessa di andare direttamente alla terza, ma il viaggio è un azzardo.

Pensiero n°2: Insegnare a usare dreamweaver via messenger non è la cosa più facile del mondo, e meno male che scrivo veloce alla tastiera, nonostante a qualcuno (il mio ragazzo) dia fastidio perchè gli sembro una maestrina. Però forse sono riuscita nell’intento, checchè ne pensi la mia discepola la quale continuava a chiedere al progamma di farle il caffè, inutilmente. Per convincerla a seguire le mie indicazioni ho dovuto sfoderare tutta la poesia che c’è in me. Ho detto, testuali parole: il codice è come il mare, tu vedi l’onda, ma sotto passa la balena. Non cercare di sollevare l’onda, cerca la balena

Pensiero n°3: Guardando le striscie pedonali, tra il ballo di san vito e Lucy in the sky with diamonds mi sono sorpresa a pensare che viviamo tutti al di sopra delle nostre possibilità, e che tutto ciò che abbiamo non vale niente, una volta che lo abbiamo in mano. Acquistiamo un’auto, e il minuto dopo l’assicurazione ci dice che si è svalutata, accumuliamo denaro e si polverizza nelle spirali delle crisi bancarie, cerchiamo casa con il sogno di diventare grandi e appena cresciamo di numero la casa è troppo piccola e stretta e non abbiamo i soldi per comprarne una grande. Ogni cosa agognata appena diventa nostra, si perde. Solo le “cose” di alcuni continuano a diventare sempre più grandi, importanti, di valore. Forse aveva ragione mio padre quando era epicureo. Chi non ha nulla non può essere “svalutato”.

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