C’era una volta un televisore triste che non riceveva mai sorrisi e saluti entusiasti dai passanti del mio soggiorno.
Un bel giorno questo televisore incontrò un decoder sky e l’offerta che lo accompagnava rendeva la loro unione piena di soddisfazioni: 20 euro al mese per il cinema e tutti i canali di mondo. Il televisore era veramente soddisfatto: ora tutti gli sorridevano e lo adoravano e si divertivano un mondo a giocare con i suoi telecomandi. Nei primi mesi le combinazioni di tasti erano tante e soddisfacenti. Poi nel tempo le combinazioni di tasti si andarono riducendo e sul televisore iniziarono a passare sempre gli stessi canali, i sorrisi erano ancora ampi e sereni, ma una leggera inquietudine offuscava gli sguardi: l’offerta piano piano era sparita e la bolletta era cresciuta senza controllo. Arrivati a 42 euro al mese e 5 canali in tutto guardabili per il 50% del tempo, gli occhi si erano decisamente intristiti, i sorrisi erano diventati paresi e il televisore veniva denigrato e tartassato a ogni piè sospinto. Fu così che si decise il gran divorzio: il contratto sky sarebbe stato rescisso, al suo posto un provvidenziale decoder digitale avrebbe impedito al televisore la totale morte sociale. Il decreto Bersani consentì un divorzio equo e senza sofferenze: disdetta del contratto a mezzo raccomandata entro un mese dalla scadenza annuale, senza costi aggiuntivi.

Un mese prima della fine.

Gli squilli del telefono non si contano. Voci su voci di giovani vecchi e bambini da tutte le regioni d’Italia si accavallano per concedere l’ultima offerta Sky “irrinunciabile-studiata-apposta-per-lei”.
A 15 giorni della scadenza, si spendono promesse di sodalizi più stretti: mysky, sky hd, tariffe bloccate per un anno. Il televisore langue: i programmi sono sempre gli stessi, i canali sono sempre gli stessi 5, registrarli anche o vederli in alta definizione non li rende meno tristi.
A 5 giorni dalla scadenza, si spendono promesse di sconti fittizi: “Se attiva 3 pacchetti su cinque di mondo e il pacchetto cinema risparmia 10 euro” “grazie al BIIIIIPPPP!!! pure se non mi faccio la doccia risparmio sull’acqua calda, ma non è che lo considero un risparmio”.
A 3 giorni dalla scadenza, si è pronti a giurare che un’offerta così non te la faranno mai più: cinema in regalo fino a giugno e non se ne parli più. Il televisore si fa tentare ma il portafogli taccagno si oppone.
A 1 giorno dalla scadenza, mentre fuori si sparano i primi botti pre 2010, una sola voce timida e temeraria insieme chiede al telefono: “Ma lei quanto vuole spendere?”… silenzio… ancora silenzio… un altro po’ di silenzio…(era la mossa che nessuno si aspettava)… “20 euro” la risposta. Dall’altra parte della cornetta si sentono ululare i lupi e rotolare le rotoballe…
Il giorno della scadenza arriva l’ultima offerta: cinema gratis fino a giugno, 3 pacchetti mondo a 24 euro, poi si vedrà…

Apro parentesi: io non sono una persona facile, lo so, sono una vera rompicoglioni. Questa condizione esistenziale mi penalizza. Lo so. Ma se uno nasce tondo non può morir quadrato. Chiudo parentesi.

Mentre il televisore saltava di gioia, la mia voce a sé distante come il richiamo di una campana in un lontano paese dell’infanzia proferiva parole inattese: ci vorrei pensare. La signorina dall’altra parte del telefono senza tradire alcuna nota polemica segnala con garbo che è l’ultimo giorno, il dopodomani il contratto sarà chiuso e non ci potrò più pensare. La mia voce parla da sé e dice che ok va bene ma non è che uno può chiederemi su due piedi se gli voglio dare 24 euro al mese e io gliele do senza prendermi nemmeno il mio tempo congruo per pensarci. Mi basta fino alla mattina dopo.

Apro parentesi: io non sono una persona facile, ho una caparbietà indefessa, e un affezionamento sempiterno. Se ti dico che ti lascio è perchè non ti amo più, non perchè c’ho il vizio di sfarfalleggiare tra i decoder tv. Quindi se mi offri 24 euro per riaverti devo prima riinnamorarmi di te. Forse non sarebbe bastato un anno di pensieri… Chiudo parentesi.

Niente, la signorina indefessa mi dice che o accetto entro pranzo oppure  non se ne fa nulla. “La ringrazio molto dell’offerta, allora. Non mi interessa” Tu tu tu tu tuuuu

Il giorno dopo la fine

Erano passate quasi 24 ore senza che nulla cambiasse. Il televisore continuava a restare acceso nell’attesa che gli ultimi battiti del decoder si spegnessero in un brusio ininterrotto, ormai noto agli altri televisori già passati al digitale. Alle ore 24:45 del giorno 2 gennaio si è spento il mio contratto sky mentro vedevo la fine di Donnie Darko su un canale di cinema (mi pare raisat o simili).

Non ci sono rimasta male, ho solo pensato che mi hanno regalato un giorno sperando che avrei potuto sentirmi coccolata e desiderare di restare con loro. Poi ho anche pensato che forse non m’avevano staccato il primo gennaio perchè stavano tutti a casa a bere e magnare.

Un mese dopo la fine

Dopo avermi rincorsa per giorni e giorni, sky mi ha mandato un’offerta per i non abbonati: my sky, sky hd e sconti se sono portata da un amico. Hanno già dimenticato tutto quanto hanno fatto per me, per tenermi innamorata e non farmi scappar via.

E mi mandano un bollettino di 1 euro e 80 centesimi (ripeto: 1,80!) per pagare la rivista cui risulto ancora abbonata anche se non ho più un contratto sky. Rivista che non ho mai richiesto e che non posso disdire dal sito on line perché non essendo più cliente sky accedo ai miei dati ma non posso modificarli. Così devo pagare la rivista e per disdirla devo chiamare il numero a pagamento. L’altra metà di sky è proprio una stronza.

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