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Le vacanze sono una cosa meravigliosa che dura pochissimo e ci rilassa tantissimo, ci fa sentire bene, sereni e contenti e mentre pensiamo che staremmo sempre in vacanza se potessimo, scopriamo che è finita e non possiamo ed è ora di tornare a casa. Come tutte le fasi della vita, le vacanze finiscono, e questo ci da il senso della piccolezza di noi esseri viventi con destino inevitabile, che però viene inevitabilmente contraddetto da quelli che le vacanze non le finiscono mai, e ci si chiede se siano solo le “nostre” vacanze ad essere sempre felici e improvvisamente fugaci.

E mentre il nostro tempo scandito prima solo dai bisogni naturali (mangiare, dormire, nuotare, fare all’amore) torna ad essere scandito dai bisogni economici, qualcuno già procede a verbalizzare la vacanza, a stressarla raccontandola mille volte fino al senso di nausea che si prova dopo una crociera, a farne icona per idolatrarla fino alla prossima partenza. Alcune foto, bellissime, ritraggono il senso e il tempo della vacanza. Altre foto, sfocate e mosse, ci dicono di quanti danni abbia fatto il digitale all’estetica contemporanea.

Ne concludo che saggiamente le vacanze non dovrebbero esistere, che non sono una cosa naturale e come tali verranno spazzate via dalla Storia, al prossimo cambio di cultura, che le foto delle vacanze raccontano bene di come siamo disattenti e distratti se non siamo in vacanza, perché il mollusco che abbiamo messo sotto l’obiettivo ci avrebbe fatto schifo se anziché il sole, stavamo in spiaggia a raccogliere rifiuti. Che lo stress delle vacanze sta tutto nel pre e nel post, e quindi espandiamo il tempo delle vacanze, il tempo naturale, e l’occhio delle vacanze, attento e sognatore, a tutto il resto del tempo. O almeno smettiamola di correre alla metro, tanto è  sempre chiusa per lavori.

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