Stamattina andando al lavoro pensavo che vorrei che ovunque si potesse arrivare a Roma con i mezzi pubblici, che pagherei volentieri una cauzione per una tessera bus ricaricabile su cui mettere abbonamenti ma anche cash da usare per biglietti sparsi e scontati, quando non mi abbono, che vedrei bene il traffico vietato ai mezzi privati, che oltre il car sharing in questa città ci vedrei bene uno scouter-sharing. Camminavo verso il lavoro e pensavo che non è giusto che si imbrattino i muri dei palazzi storici, ma che certe brutture con un bel graffito acquistano senso, che il musicista che suona all’angolo di una strada non è un mendicante, che la bellezza non ha un prezzo, come l’aria, l’acqua e la luce del sole. Sono arrivata in ritardo a lavoro. Mi sono persa a passeggiare altrove.

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[uno dei "cartelli" della Tate Modern, Londra 2010]

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