sclavi_successonienteSuccede che le sere sono sempre più lunghe in questo mese di crescite smisurate. Dall’inizio dell’anno il mio pancione si è raddoppiato e adesso non c’è più alcun dubbio che la creatura ci sia effettivamente, e si stia preparando alla nascita.
Innanzitutto perché di solito comincia  a calciare tra le 22 e le 24, e la raffica di calcetti e capriole è talmente intensa da far pensare che in realtà la pupa stia festeggiando la distensione dei tessuti sul divano familiare con una danza stile twist. Anche perché altrimenti non si spiegherebbe come faccia a colpire contemporaneamente il fianco destro, il fianco sinistro e subito sopra l’ombelico. 
E in secondo luogo perché la mia mobilità si sta lentamente riducendo, mentre aumenta il senso soffocante di caldo, con gioia immensa di compagno che gode della fine del predominio del piumone ma inizia a soffrire le notti insonni insieme a me. Perché è praticamente da una settimana dopo che abbiamo scoperto la dolce attesa che non faccio una notte di sonno decente. O mi sveglio svariate volte per trascinarmi in bagno o a bere, o mi rotolo goffa e insofferente da un fianco all’altro trascinando cuscini e lenzuola nel mio dolce movimento tellurico, o mi sveglio in preda a tremendi incubi che mi hanno portato anche a gesti e parole da pieno sonnambulismo. 
Lui, compagno, dorme pacioso fino a che riesce, poi all’ennesimo sospiro che nasconde una richiesta di soccorso fa un cenno dal profondo del sonno. Una notte ha anche impostato una piccata risposta assonnata che è riuscita a mandarmi in bestia in circa 3 secondi provocando una lite notturna senza precedenti, con grande dispiego di ormoni della gravidanza.

E adesso la conseguenza è che la notte non vorrei mai andare a dormire.

Succede  che la fine dell’anno è arrivata e anche l’inizio del nuovo e non sono riuscita a trovare il tempo per fare il punto con me stessa e gli amici su tutti i progetti e le idee nate e non nate in questo meraviglioso 2010.  In un momento in cui tutti fanno i consuntivi e le promesse per il nuovo anno, io ho vagamente bighellonato intorno alle mie fantasie rimaste tutte personali. Qualcuno mi ringrazierà, spero, di avergli risparmiato l’ennesima lista di cose da fare e di cose fatte. Ma la verità è che vi ho risparmiato per eccesso di cazzeggio, e così mi sono ritrovata un sacco di pensierini non scritti. il che rende l’inizio del nuovo anno promettente di un minimo di maturità, anche se non del tutto esente da ricadute dickensiane (“sarò più buona e felice…”).

Succede che un piccolo gruppo di lettori accaniti che si incontrava una volta al mese per pavoneggiarsi di essere avanguardia culturale di questo Paese atrofizzato e indisponibile alle giravolte del pensiero e della lingua si è trasformato sotto i miei occhi in una cricca di blogger affamati di sapere “come si fa l’internét”. Il gruppo è quello degli ex studenti Upter con cui avevo condiviso qualche scrittura e tante ore di belle discussioni sulla scrittura e sulla lettura, che si sono dati nome SquiLibrati
Avevo praticamente imposto loro che avessero un blog per tenere traccia delle stupidaggini che dicevano nelle sere dei nostri incontri e mi sono ritrovata a fare da maestrina del web a una banda di matti che adesso si sono fatti anche un gruppo su facebook e hanno iniziato a pubblicare in maniera compulsiva scritti inediti, letture interessanti, segnalazioni audio e video… insomma, se avete voglia di leggere brevi testi sulla luce, la seduzione, la notte o l’attesa, ecc… fatevi un giro sul nuovo sito. L’ho messo in piedi l’anno scorso sperando che ogni tanto scrivessero e ora mi tocca fermarli perché mi tempestano di richieste di migliorie…  ingrati!

Succede che ci sono ricaduta e ho di nuovo sky, non riesco a farne a meno, troppo deprimente il televisore senza.  Succede che il presidente del consiglio è sempre indagato per qualche nuovo reato, che la più grande azienda italiana minaccia gli operai per fargli produrre suv,  che nascano nuovi social network nonostante il sovraccarico di iscrizioni che viaggino sulle nostre mail.

Ok, adesso che ho fatto il gazzettino di quello che succede posso ricominciare a scrivere su questa finestra. Mi sarebbe piaciuto ricominciare con una citazione di Sclavi: “Non è successo niente”. Ma quello che succede è troppo divertente o tragicamente comico per non essere ricordato.

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