Inseguendo la balena

28 mar 2008 In: pensieri

“Ma quando cazzo lo aggiorni ‘sto blog?”
La domanda ricorre ormai da più parti, ma io sfuggo al dovere comunicativo come sfuggo a quello di piegare i panni abbandonati sul tavolo del soggiorno da una settimana, con la scusa di una pasqua disastrosa. Però oggi ho voglia di aggiornarlo, sto blob che non riesco a tenere attivo. Read the rest of this entry »

Cadaveri squisiti

17 gen 2008 In: pensieri, racconti

Nuovo esercizio di scrittura creativa che per la pausa natalizia non ho avuto il tempo nè di affinare nè di postare. Stavolta si tratta di giocare con le parole, sulla scia delle sperimentazioni dei surrealisti. Il nostro insegnante ha inviato 7 frasi con parole pescate a caso dal dizionario. Frasi composte di soggetto, predicato e complemento. A noi il piacere e l’onere di trasformare un gruppo di parole insensate in un racconto che sia evocato da questi accostamenti divertenti o drammatici o semplicemente poetici. Read the rest of this entry »

Stato di calma apparente

8 gen 2008 In: musica

Inizio d’anno piuttosto musicale e anzicheno. Il caro vecchio stereo continua a fare il suo dovere ma presto verrà soppiantato da un cugino più forzuto, più fico e più sciupafemmine. Merito del sor cicconi che ha finalmente trasferito tutta la sua discoteca musicale in una magnifica libreria che hanno contribuito a far crescere marcovaldo e controra di tre ripiani e un portacd (li si ringrazi pubblicamente). Read the rest of this entry »

Shimizè

17 dic 2007 In: pensieri, racconti

Venerdì di scrittura, sabato di regali e domenica di amici. E finalmente ho prodotto qualche altro frammento di testo da leggere, sempre grazie al nostro insegnante, che non difetta nè di giovinezza nè di sapienza.

In brevissimo il nuovo esercizio consiste in questo: prendi delle parole inventate e scrivi un racconto con queste parole, costringendoti a non essere didascalici e troppo espliciti, facendo uno sforzo di comprensibilità. Lo scopo è farsi capire pur parlando una lingua inventata. Ciò che renderà più leggibile il tuo testo sarà il co-testo… e qui si fermano le spiegazioni e si passa ai piccoli brani. Peraltro, avete mai fatto caso: brani, sbranare? Parole con la stessa radice, che traducono perfettamente i mourceau di Derrida (mi pare fosse Derrida che ne parlava): lacerti di testo che sono (forse) l’unica forma possibile del testo nella letteratura contemporanea… Read the rest of this entry »

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